Bruxismo e Covid-19: aumentano le richieste di bite | Soluzioni Dentali

Coronavirus e bruxismo: aumento del 30% dei casi in Italia e nel Mondo

Covid e bruxismo

Ansia da Covid e smartworking peggiorano la salute di denti e gengive: in aumento fratture dentali e richieste di bite per il bruxismo.

La pandemia da Covid-19 potrebbe riflettersi anche in modo grave sulla salute della bocca: infatti, per ansia e stress da Covid è cresciuta di molto la richiesta di bite notturni per bruxismo. È questo l’allarme che lanciano i dentisti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), a seguito del XXI Congresso Nazionale tenutosi via web da Firenze.

È stato registrato negli ultimi mesi infatti un incremento di oltre il 30% di richieste di apparecchi ortodontici per bruxismo con casi aumentati del 36%. È stato inoltre registrato, un incremento del 120% rispetto allo stesso periodo del 2019 delle fratture dentali e un sensibile aumento delle diagnosi di carie (+18%).

bruxismo e covid

Che cos’è il bruxismo?

Il bruxismo è la tendenza inconsapevole a serrare le arcate dentali con forza e a digrignare i denti, ossia sfregare gli inferiori contro i superiori. I movimenti possono avvenire sia durante la veglia sia durante il sonno e in entrambi i casi sono involontari.

La ripetizione frequente di questi movimenti comporta tensione nei muscoli coinvolti nella masticazione e, nel lungo periodo, porta all’usura dei denti.

In genere il bruxismo è causato da un insieme di fattori, come particolari condizioni del cavo orale, ad esempio in presenza di un disallineamento dei denti, e stati psichici come depressione e ansia.

Le cause scatenanti questo disturbo non sono scientificamente assodate, però secondo molte ricerche in campo medico si ritiene che le cause siano prevalentemente:

– Ansia
– Stress
– Rabbia
– Emozioni non espresse

Si tratta di una serie di sensazioni che hanno necessità di trovare una valvola di sfogo ma vengono represse manifestandosi poi in questo modo.

Il Covid-19 può essere causa dell’aumento di casi di bruxismo?

Elevati livelli di stress e ansia, come per esempio quelli provati da molte persone durante il periodo del lockdown, possono aver spinto, sia i bambini che gli adulti, ad adottare o amplificare l’abitudine al digrignamento dei denti. Molte persone, infatti, hanno vissuto momenti decisamente stressanti in questi mesi. Hanno ad esempio dovuto fare i conti con la paura di perdere il lavoro, il timore che i propri familiari, ma anche loro stessi, potessero essere colpiti dal nuovo Coronavirus e sentimenti di solitudine dovuti al distanziamento sociale.

Prevenire e curare il bruxismo

Molto spesso chi soffre di bruxismo non ne è consapevole, fino al momento della diagnosi. Ci sono, però, alcuni segnali da tenere in considerazione, che potrebbero rappresentare un campanello d’allarme, tra cui:

– Mal di testa
– Dolore alle orecchie
– Acufeni (fischi nelle orecchie)
– Disturbi del sonno
– Sensazione di affaticamento muscolare a livello delle guance

Dal punto di vista terapeutico, sicuramente il rimedio più diffuso ed efficace è l’utilizzo di un bite notturno che contribuisce ad alleviare la tensione sui muscoli e sulla dentatura. Ma anche le visite di controllo periodico dal dentista sono fondamentali per valutare l’andamento della condizione e individuare per tempo l’insorgere di questa patologia.

In specifici casi è poi possibile ricorrere all’utilizzo di farmaci analgesici, antinfiammatori e miorilassanti, ma uno stile di vita sano ed equilibrato è sempre la soluzione più efficace per trattare, ma anche prevenire, il bruxismo. Ad esempio tutte quelle attività che portano a un miglioramento dello stato di tensione emotiva possono portare giovamento, come svolgere attività fisica, per esempio il jogging, yoga, pilates, stretching generale o specifico per il distretto cervico-facciale.

Per il resto occorre svolgere uno stile di vita sano e questo significa evitare la caffeina (o quantomeno ridurne il consumo), evitare di fumare ed escludere totalmente l’utilizzo di sostanze stupefacenti.